Il Suono Nudo contro la Plastica
Estensione digitale collegata all’articolo:
Il Suono Nudo contro la Plastica: Ettore Castagna, Salvatore Megna e il Sabotaggio della Memoria
Autore: Tito Giabarri
Questa estensione digitale accompagna l’articolo dedicato all’incontro musicale con Ettore Castagna e Salvatore Megna al B&B Mamma Elena di Rovito. La pagina raccoglie una guida di lettura ai temi principali del testo: il suono acustico, la memoria critica, gli strumenti della tradizione calabrese e il rifiuto di una rappresentazione folkloristica ridotta a consumo turistico.
Sul percorso
L’articolo interpreta il progetto Passucantandu come una pratica culturale fondata sull’ascolto ravvicinato, sulla presenza fisica e sulla scelta di rinunciare all’amplificazione come gesto estetico, ecologico e politico.
La tradizione non viene presentata come nostalgia, ma come linguaggio critico: una forma di memoria attiva capace di opporsi alla semplificazione commerciale della Calabria e delle sue musiche.
Temi di lettura
Ascolto
Il rito del silenzio
L’assenza di microfoni, mixer e amplificazione trasforma il concerto in una relazione diretta tra musicisti, spazio e pubblico. Il silenzio non è vuoto: diventa partecipazione, attenzione e responsabilità dell’ascolto.
Suono
Folk psichedelico pre-moderno
L’espressione indica una musica acustica, modale e circolare, fondata su ripetizioni, micro-variazioni e bordoni. Il riferimento non è al folklore da cartolina, ma a una profondità sonora capace di generare trance e concentrazione.
Critica
Contro la tarantellizzazione
Il testo contrappone la complessità dei soni tradizionali alla loro riduzione spettacolare e turistica. La memoria viene difesa non come marchio identitario, ma come pratica quotidiana di conoscenza e discernimento.
Memoria
Tradizione come insubordinazione
La tradizione, spogliata della retorica folkloristica, riacquista il suo valore di linguaggio critico. Non consola il presente: lo interroga, lo disturba e rivendica il diritto di restare umani.
Figure e strumenti
Il valore del sodalizio tra Castagna e Megna sta nella differenza delle loro traiettorie. Castagna attraversa ricerca antropologica, scrittura, progettazione culturale e pratica strumentale; Megna incarna soprattutto la forza della trasmissione orale, del canto e della chitarra battente. Insieme non propongono una nostalgia decorativa, ma una memoria musicale che resta pratica viva.
Salvatore “Sasà” Megna
Nel testo è presentato come cantaturu, maestro cantore e custode di una vocalità arcaica, tesa e drammatica. La sua figura richiama il mondo della bottega, dell’apprendimento diretto e della memoria affidata alla voce.
Ettore Castagna
Antropologo, polistrumentista e scrittore, è associato alla salvaguardia della lira calabrese e a una ricerca letteraria capace di restituire voce agli ultimi e ai vinti della storia.
Lira calabrese
Strumento a tre corde privo di tastiera, legato a una tradizione sonora antica. Nell’articolo diventa simbolo di continuità, fragilità e resistenza culturale.
Chitarra battente
Strumento dalla forte componente ritmica e risonante. Il testo richiama i modelli storici bombati della dinastia liutaria De Bonis e il ribunnu, il rimbombo metallico che accompagna il canto.
Un asse di memoria
Storia
Dai Re Niliu a una nuova essenzialità
Il percorso di Castagna e Megna passa anche dalla stagione dei Re Niliu, esperienza decisiva del folk revival calabrese e della world music italiana. In quella vicenda tradizione, ricerca sul campo, strumenti antichi e sperimentazione contemporanea entrarono in dialogo senza coincidere con una semplice riproduzione del passato.
La scelta attuale del suono acustico e ravvicinato può essere letta come un ritorno all’essenziale: non arretramento nostalgico, ma riduzione consapevole del superfluo.
Sodalizio
Due funzioni diverse
Castagna porta nel progetto scrittura, ricerca, strumenti, organizzazione culturale e riflessione teorica sulla tradizione. Megna porta corpo vocale, repertorio, pratica comunitaria e continuità del canto. La forza del duo nasce proprio da questa asimmetria.
Progetto
Passucantandu
Il nome evoca un procedere cantando, quasi un cammino sonoro. Nell’articolo diventa il segno di una musica che chiede prossimità: niente distanza da palco spettacolare, ma ascolto condiviso, respiro, stanza, presenza.
Piste di approfondimento
La lira calabrese
Strumento legato all’area della Locride e ad altri territori calabresi, appartiene alla famiglia delle lire ad arco di matrice mediterranea e bizantina. Nel percorso di Castagna diventa non solo oggetto musicale, ma traccia di una storia culturale da salvare, studiare e trasmettere.
Il canto alla chitarra battente
Nel profilo di Megna la chitarra battente non è semplice accompagnamento: sostiene la voce, crea risonanza, scandisce il ritmo e richiama una pratica musicale fondata sulla relazione diretta tra cantore, comunità e memoria.
Folk revival e ricerca sul campo
La stagione del folk revival calabrese non va letta solo come recupero di repertori. È stata anche ricerca di maestri, registrazione di memorie, riattivazione di strumenti e invenzione di nuovi modi per far dialogare tradizione e contemporaneità.
Contro il folklore da cartolina
La critica alla “tarantellizzazione” riguarda la trasformazione della tradizione in prodotto rapido, riconoscibile e consumabile. L’articolo invita invece a distinguere tra festa, rito, comunità, scena turistica e mercato culturale.
Lessico minimo
Passucantandu
Nome del progetto musicale richiamato nell’articolo. Evoca un procedere cantando, in una dimensione di prossimità, ascolto e cammino condiviso.
Rota
Il cerchio della danza nella tradizione comunitaria. Nel testo viene richiamato per distinguere i codici sociali originari dalla loro spettacolarizzazione contemporanea.
Ribunnu
Rimbombo risonante prodotto dalla chitarra battente. Indica una presenza sonora continua, metallica e percussiva, capace di sostenere e spingere il canto.
Memoria critica
Non semplice conservazione del passato, ma capacità di interrogare ciò che resta, distinguendo tra testimonianza viva e consumo semplificato della tradizione.
Nota editoriale
Questa pagina non sostituisce l’articolo pubblicato su Dedizioni: ne accompagna la lettura, offrendo una mappa dei temi, delle figure e delle parole chiave.
Le informazioni biografiche e storico-musicali vanno considerate come tracce di orientamento redazionale. Per una bibliografia o discografia completa è opportuno consultare fonti dirette, schede editoriali e materiali ufficiali dei progetti citati.
Testo di riferimento: Tito Giabarri, Il Suono Nudo contro la Plastica: Ettore Castagna, Salvatore Megna e il Sabotaggio della Memoria.